STATISTICHE DI MORTE

Statistiche di morte per malattie in Italia

Statistiche di morte per malattie in ItaliaParlare di statistiche di morte in Italia per malattie può sembrare iettatorio e probabilmente è un argomento di cui vorremmo fare a meno. Le statistiche però, anche se antipatiche, sono un valido strumento per conoscere fenomeni che altrimenti sarebbero di difficile comprensione, soprattutto per capire, in questo caso specifico, dove ci conduce la nostra dieta giornaliera, il nostro stile di vita e la carenza di micronutrienti.

Spesso di fronte a qualcuno che ci parla di possibilità di morire di qualche male, ci viene quasi spontaneo rispondere che prima o poi capita a tutti.

Siamo davvero convinti che se conoscessimo il giorno o le cause della nostra morte, non faremmo qualcosa per cambiare il nostro destino?

Beh una cosa è certa: noi siamo quello che mangiamo e soprattutto, moriremo in base a quello che abbiamo mangiato durante tutta la nostra vita.

Se foste certi che ciò che state mangiando vi porterà prematuramente alla morte, non credete che fareste qualcosa per cambiare la vostra alimentazione?

Che ci sia qualcosa che non va nel cibo moderno ce ne siamo resi conto, ma sappiamo veramente a cosa ci sta portando tutto questo?

Guardiamo le statistiche di morte per malattie, sbirciando gli ultimi dati resi noti dal Ministero della Salute, tentando però una lettura più comprensibile.

Normalmente le statistiche di morte per malattie si esprimono in numero di decessi per 100.000 abitanti e bisogna precisare che non ottengono la giusta attenzione da parte del pubblico.

Cerchiamo quindi di leggerli in maniera differente.

Consideriamo che nel 2008 in Italia sono morte 578.190 persone (su una popolazione di circa 60.000.000 di abitanti), di cui il 90% per malattie legate in qualche modo alla degenerazione prematura del nostro fisico. Per la precisione il 38% per malattie cardiocircolatorie, il 30% di tumori, il 6% per malattie respiratorie, il 4% legato al diabete e circa il 12% per malattie dell’apparato digerente, e malattie del sistema nervoso e dell’apparato urinario.

Nelle statistiche di morte in Italia è stato riscontrato un aumento preoccupante delle malattie tumorali e cardiovascolari, che potrebbe indurre a considerare l’età come causa scatenante (perché per logica il numero di primavere dovrebbe incidere molto su queste malattie), ma in realtà non è così. Negli ultimi dieci anni l’età media degli italiani è aumentata di 2,6 anni mentre si registra un peggioramento del numero dei malati ben più alto del fenomeno d’invecchiamento della società.

Difatti la popolazione con età superiore ai 65 anni è passata dal 2003 al 2009 da 10.901.000 soggetti a 12.285.000 soggetti, registrando un incremento del 10,9%.

L’aumento di pazienti diabetici di tipo 2, è passato invece dal 4,8% della popolazione totale al 6,6%, con un incremento pari al 37,5%.

L’ipertensione è passata dal 17,5 al 22,9% della popolazione totale, con un incremento del 30,8%.

Le malattie ischemiche al cuore sono lievitate dal 2,9% al 3,7% della popolazione, pari ad un incremento del 27%.

Voglio farvi degli esempi ancora più esplicativi, in modo che possiate comprendere la portata delle statistiche di morte in Italia e dell’emergenza in cui ci troviamo.

Immaginate di parlare al bar con un amico, ebbene tra un discorso e l’altro dovreste riflettere su chi, tra voi due toccherà di ammalarsi di tumore. Non è un macabro gioco ma una statistica. Una persona su due, durante la sua vita, si ammalerà di tumore, ed avrà il 68% di possibilità di non superare la malattia.

Non finisce qui, perché se pur avete deciso a chi dei due toccherà questa sorte, il sopravvissuto non sarà molto più fortunato perché avrà quasi la certezza (80%) di ammalarsi  e morire di una malattia cardiovascolare.

I numeri che riguardano tali malattie sono davvero raccapriccianti.

Difatti in Italia sono 5.000.000 le persone malate di arteriosclerosi di cui :

- 200.000 di esse ogni anno subiscono un infarto (del miocardio) e di queste il 50% muore prima di arrivare all’ospedale.

- Per quanto riguarda l’ictus cerebrale, ogni anno ci sono 200.000 nuovi casi, di cui il 20% muore entro sei mesi, mentre gli altri rimangono con deficit severi (solo il 10% non riporta danni).

 Chi sopravvivrà a questa ecatombe (sia al tumore che all’arteriosclerosi), avrà il 33% di possibilità di ammalarsi di una malattia neurodegenerativa come l’Alzheimer.

Credo che il quadro non sia confortante e soprattutto continuare su questa strada ci lascia solo la scelta su quale morte preferire.

Al contrario operando le giuste scelte sulla vostra alimentazione, subito e non domani, sul vostro stile di vita e su un intelligente piano d’integrazione di micronutrienti, potrete regalarvi un nuovo futuro.  

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