I PROBLEMI DELL'ALIMENTAZIONE MODERNA

Ecco perché la dieta moderna non ci fa avvertire lo stimolo della sete mentre ci rende affamati

Ecco perche la dieta moderna non ci fa avvertire lo stimolo della sete mentre ci rende affamatiL’essere umano è sicuramente l’animale più evoluto della terra e la sua intelligenza lo fa primeggiare sul mondo animale. Purtroppo queste capacità, a volte, ci spingono ad una presunzione tale da farci smarrire il senso della realtà. Sopravvalutiamo talmente la nostra intelligenza, da giungere a pensare di poter insegnare al nostro corpo quello di cui realmente necessita, ignorando i messaggi che esso ci comunica.
Messaggi collegati al funzionamento di tutte le azioni enzimatiche ed ormonali, che regolano il nostro corpo da milioni di anni.

 

Ad esempio quando esso ha bisogno di nutrimento, ci fa pervenire il senso della fame. Quando ha bisogno di acqua invia la sensazione della sete. Quando ha bisogno di sali minerali, fa venire l’acquolina verso determinati cibi (esempio quelli salati). Quando dobbiamo urinare, ne sentiamo subito lo stimolo.

Il cibo moderno ricco di carboidrati, confonde il nostro corpo e gli stimoli che di solito utilizza per comunicarci le sue necessità.

Ciò avviene sia per il senso della fame che della sete.

Lo stimolo della fame

Lo stimolo della fame per noi è fondamentale, altrimenti non ricorderemo di mangiare, morendo di stenti. Fondamentale è anche il gusto che proviamo nel farlo perché è legato alle esigenze del nostro corpo. Se ad esempio svolgiamo attività fisica, noteremo subito dopo, una voglia di alimenti zuccherati e salati (il primo per mancanza di zucchero nel sangue, il secondo per la perdita di minerali con il sudore).

Oppure, se ci fate caso, d’inverno abbiamo più voglia di cibi grassi e d’estate di quelli più ricchi di acqua.

Però la nostra alimentazione può alterare questo sistema di comunicazione e creare delle dipendenze (agendo sulle cellule neuronali del cervello). Come ricorderete i carboidrati accelerano la produzione della serotonina nel cervello, che ne trova giovamento, e ci indurrà la sensazione di fame verso i cibi ricchi di zucchero (come succede per le droghe).

Un altro aspetto fondamentale della fame è il modo di percepirla. Quando assumiamo carboidrati digeribili in due ore, l’insulina causa un picco della leptina e subito dopo un suo calo. Il deficit di leptina induce l’innalzamento della grelina e quindi dopo due ore, riprendiamo ad avere fame.

Tale sensazione la definisco “fame glicemica” e si distingue dall’esigenza quasi irrefrenabile (il tipico “buco allo stomaco”) di mangiare qualcosa, soprattutto con il desiderio di assumere altri carboidrati (mangiandone con voracità).

Quando decideremo di cambiare alimentazione seguendo il nuovo regime alimentare, ci accorgeremo che la sensazione di fame sarà percepita in modo diverso. Non sentiremo più buchi allo stomaco e né tanto meno la necessità di correre a mangiare, diventando irritabili (azione del cortisolo). La nostra voglia sarà automaticamente orientata verso cibi ricchi di proteine e di grassi, gustandoli con molta più calma.

In ultimo, non avremo più quella sensazione di aver mangiato troppo, colpevoli di non essere riusciti a fermarci in tempo (causata dalla mancata azione della colecistochinina). 

 

Lo stimolo della sete

Dopo aver mangiato del cibo salato, il corpo ci fa percepire lo stimolo della sete perché i nostri reni hanno bisogno di acqua per diluire il sale eliminandolo dal corpo, tramite le urine. Lo stimolo della sete si presenta anche quando si rimane molto tempo al sole o in presenza di climi molto caldi (esempio d’estate), perché dobbiamo reintegrare l’acqua evaporata dal nostro corpo.

I medici per tale motivo ci raccomandano vivamente di bere almeno due litri di acqua al giorno, anche durante l’inverno. Anzi, addirittura ci raccomandano di non arrivare al punto di bere quando si ha sete, perché a loro giudizio siamo oramai disidratati.

Le domande che sorgono spontanee sono:

Se non abbiamo sete perché dobbiamo bere così tanto?

Ho difficoltà ad immaginare degli animali che non avendo lo stimolo della sete, si abbeverino controvoglia.

Come sopravvivevano i nostri antenati, avendo poca acqua e bevendo solo quando era possibile?

I consigli dei medici, di bere acqua anche in assenza dello stimolo della sete, hanno purtroppo una base di verità. La dieta moderna basata sui carboidrati, non induce il senso della sete, nonostante proprio tale tipo di alimentazione richieda molta acqua.

Vediamone i motivi.

Innanzitutto, la quantità di liquidi nei vari alimenti varia notevolmente. I carboidrati contengono solo il 30% di acqua, mentre carne e pesce presentano una quantità di acqua dell’80%, le verdure e la frutta del 90%.

I carboidrati, oltre a non fornire acqua, provocano la ritenzione idrica, attivando l’aldosterone che ordina ai reni di trattenere il sale. Ciò significa che il consumo di carboidrati richiede maggiori quantità di acqua, senza però stimolare la sensazione della sete. Difatti quando i reni trattengono il sale, non stimolano il corpo a richiedere acqua, perché non devono utilizzarla per eliminarlo. Quindi non potendo contare sullo stimolo della sete, il corpo va alla ricerca dell’acqua, trattenendola dove gli è possibile, ovvero durante la formazione delle feci (generando la stitichezza) e incidendo nel processo di produzione di urina (diminuendola).

Perché il corpo quando ha bisogno di acqua (dopo aver mangiato carboidrati) non invia lo stimolo della sete?

Semplicemente perché il nostro corpo non ha mai imparato a gestire il glucosio in quantità industriali (ne mangiamo 300 grammi al giorno) o ad attivare il processo dell’osmosi per obbligare le cellule ad utilizzare lo zucchero. Il vero motivo per il quale i medici ci consigliano di bere due litri di acqua al giorno, anche quando non ne sentiamo lo stimolo, è la conseguenza di un’alimentazione basata sui carboidrati.

Con il nuovo regime alimentare, noterete un aumento nel numero di volte che dovrete urinare, del tempo impiegato ed Il colore dell’urina sarà più chiaro (senza avere incrementato le dosi quotidiane di acqua). 

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