IMPOTENZA MASCHILE

L'impotenza maschile è causata da un calo del testosterone anche per azione del cortisolo

l impotenza maschile e causata da un calo del testosterone anche per azione del cortisoloL’impotenza maschile è uno dei problemi più invalidanti, sia dal punto di vista psichico che sociologico. Purtroppo le ultime statistiche ci confermano che il problema interessa circa 3 milioni di uomini, con punte del 48% per gli over 70enni. Ancora maggiore è il numero degli uomini che accusano problemi di calo del desiderio e bassa qualità del rapporto sessuale. L’impotenza maschile è un fenomeno difficilmente ascrivibile ad una sola causa, difatti essa può dipendere da disequilibri sia di carattere ormonale che di derivazione fisico-strutturale ed addirittura di natura psichica.

Le cause ormonali si riferiscono a problemi neuroendocrini e psichici, mentre le cause fisiche possono essere di derivazione nervosa, venosa, arteriosa, degenerativa.

Vediamolo nel dettaglio.

- I problemi psichici dipendono dal calo della libido, bloccata da ansia, paura, problemi personali, depressione. Tali squilibri emozionali sono legati ad una super produzione di cortisolo (processo che affronteremo dettagliatamente più avanti).

- I problemi neuroendocrini dipendono da squilibri ormonali che sostanzialmente si evidenziano con un calo del testosterone libero nel sangue (anche di questo ne parleremo approfonditamente più avanti).

- I problemi nervosi dipendono da disturbi alla trasmissione dell’ordine all’erezione. Ciò può avvenire con l’alterazione del nitrossido di azoto (vasodilatatore del nostro sistema arterioso), oppure a livello dei centri presenti nel midollo spinale, nel cervello ed infine interessare i nervi collegati con i corpi cavernosi (all’interno del pene).

- I problemi arteriosi derivano da un cattivo stato delle arterie, nel classico effetto dell’aterosclerosi, che impedisce il corretto flusso di sangue ai corpi cavernosi (che inducono la rigidità del pene).

- I problemi venosi sono relativi al malfunzionamento delle valvole che hanno lo scopo di trattenere il sangue all’interno dei corpi cavernosi, permettendo di mantenere l’erezione.

- I problemi degenerativi si riferiscono a modifiche strutturali dei corpi cavernosi che si trasformano in tessuto fibroso o calcificato, impedendo l’elasticità del pene al momento dell’erezione.  

Un altro problema correlato all’impotenza maschile è l’iperplasia prostatica. Difatti la prostata è l’organo sessuale che produce il liquido seminale (che si unirà poi agli spermatozoi prodotti dai testicoli) e può influenzare sia l’eiaculazione che incrementare i problemi strutturali e fisici del pene. 

L’aspetto che però ritengo più importante e che approfondiremo sono le fasi ormonali e la libido, senza la quale, un apparato sessuale anche in buona salute, non potrebbe funzionare. Inoltre la platea di persone interessate ai cali sessuali ed all’impotenza maschile momentanea, è molto più ampia di quella dell’impotenza maschile irrecuperabile vera e propria (per la quale purtroppo si deve ricorrere alla chirurgia).

Come abbiamo detto, senza testosterone non possiamo avere quell’input (la libido) che ci stimola a fare sesso permettendoci di avere un rapporto appagante.

Vediamo i motivi che causano il calo del testosterone.

LA DIMINUZIONE DEL TESTOSTERONE

Esistono due fenomeni che impediscono al nostro corpo di avere la giusta quantità di testosterone nel sangue: la minore produzione e la trasformazione di quello presente, in altri metaboliti.

La minore produzione di testosterone dipende principalmente dall’eccessiva presenza di cortisolo nel sangue. Difatti i due ormoni sono tra loro antagonisti e purtroppo per noi, è molto più facile promuovere la produzione di cortisolo (soprattutto con l’alimentazione attuale ed il nostro stile di vita) che non quella del testosterone.

Approfondimento tecnico.

Come abbiamo visto nel capito del cortisolo, l’ipotalamo, a seguito di una situazione stressante, rilascia nel sangue l’ormone Crh (Corticotropin Releasing Hormone), il quale ordina all’ipofisi (ghiandola del cervello) di secernere l’ormone Acth (Adrenocoticotrope Hormone), che a sua volta stimola la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.

Abbiamo già descritto nel capitolo del testosterone che quando siamo di fronte ad un fenomeno eccitante, l’ipotalamo rilascia il GnRh (Gonadotropin Relesing Hormone) che ordina all’ipofisi di liberare nel sangue l'Ormone Luteinizzante (Lh) che stimola la produzione del testosterone da parte dei testicoli.

Il problema è che i livelli di Crh causano direttamente l’inibizione del GnRh e quindi dell’Lh e di conseguenza della produzione di testosterone. Per tale motivo lo stress causa direttamente il calo del desiderio sessuale e quando siamo presi da troppi pensieri, potremmo avere problemi di impotenza maschile.

 Per quanto riguarda la diminuzione del testosterone circolante, ciò lo dobbiamo a due cause: la presenza dell’ormone Igf-1 e dal grasso corporeo.

- L’ormone Igf-1 stimola la produzione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, il quale trasforma il testosterone libero in diidrotestosterone (diminuendo quindi quello disponibile). 

-  Anche il grasso corporeo è un nemico del testosterone, difatti tale ormone è catturato dagli adipociti (cellule del grasso) e trasformato in estradiolo (estrogeno femminile).

Il consumo di amidi e zuccheri può causare problemi di impotenza maschile

Trovare esempi d’impotenza nel regno animale è praticamente impossibile. La natura permette alle diverse specie la riproduzione e non a caso, gli esemplari femmine hanno un tempo limitato per rimanere gravide, mentre gli esemplari maschi restano sempre fertili. Il limite imposto dalla natura è la capacità dell’animale di mantenersi abbastanza forte da poter controllare il branco, non certo per problemi d’impotenza.

Allora come mai nella specie umana riscontriamo problemi di impotenza maschile, la cui comparsa addirittura può avvenire appena superati i 50 anni?

Indubbiamente alimentazione e stile di vita moderni sono le cause più logiche di tale eccezione naturale. Il consumo di cereali (pasta, pane, pizza) di legumi, patate e riso rappresenta il motivo principale che ci sta portando all’aumento indiscriminato dell'impotenza maschile.

Vediamo insieme il perché.

Sappiamo che consumare tali alimenti causa l’attivazione dell’insulina che genera una serie di problemi, capaci d’influenzare, da più punti di vista, la quantità di testosterone nel sangue (ormone che è fondamentale per mantenere alti i livelli della libido maschile)

Approfondiamo.

L’insulina causa l’accumulo del grasso viscerale, il quale cattura le molecole di testosterone trasformandole in estradiolo (ormone femminile).

L’insulina, obbligando le cellule ad utilizzare la glicolisi, aumenterà la produzione delle scorie acide (lattato) causando l’acidificazione sia tissutale che del sangue. Tale stato metabolico attiva il Gh che a sua volta promuove la produzione dell’ormone Igf-1 da parte del fegato.

L’Igf-1 attiva l’enzima 5-alfa-reduttasi che trasforma il testosterone libero in Dht (diidrotestosterone), diminuendo in tal modo il testosterone di cui il nostro corpo ha bisogno per l’azione sessuale. Tale ormone comporta anche l’iperplasia della prostata, anch’essa considerata uno dei fattori che inducono all’impotenza maschile.

L’insulina è anche responsabile di fenomeni quali il calo glicemico e la disbiosi intestinale che promuovono la produzione del cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.

Come abbiamo visto anche il cortisolo è una delle cause scatenanti il fenomeno dell’impotenza. Difatti l’ormone Crh (Corticotropin Releasing Hormone), il cui rilascio nel sangue aumenta la produzione di cortisolo, inibisce la produzione di GnRh (Gonadotropin Relesing Hormone), a sua volta promotore del testosterone.

Infine l’alimentazione a base di amidi è la causa di principale di malattie come il diabete e l’aterosclerosi, che sono considerate tra i fattori più rilevanti nell’impotenza  maschile di tipo fisico (differente da quella psichica ed ormonale).

L’integrazione può essere un valido aiuto per contrastare l’impotenza maschile ed il calo del desiderio sessuale.

1) Integrare con i seguenti micronutrienti per aumentare la produzione di testosterone libero:

- La melatonina è fondamentale per rimodulare la produzione di testosterone nelle ore notturne (inibendo il cortisolo)

- Il cordyceps sinensis è un fungo di origine cinese che ha dimostrato di aumentare la produzione di testosterone.

- Il tribulus terrestris è un pianta che ha dimostrato di aumentare la produzione di testosterone.

2) Diminuire la riserve di grasso, per evitare che il testosterone venga trasformato in estradiolo.

Elenco dei nutrienti necessari: coenzima Q10, arginina, carnitina, glutammina, taurina, ornitina, pepe nero.                           

Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’obesità e l’integrazione”.

3) Diminuire la secrezione del cortisolo, grande antagonista del testosterone e capace di aumentare l’acidosi del sangue.

Elenco dei nutrienti necessari: cordyceps sinensis, tribulus terrestris, schisandra, ginseng, teanina, rosa rodiola, magnonolo e onochiolo, tirosina, fosfatidilserina, melatonina, vitamina D.                           

Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’ipercortisolemia e l’integrazione”.

4) Diminuire la quantità di glucosio nel sangue, perchè il diabete e l’iperglicemia sono considerati i fattori più rilevanti nella patologia dell’impotenza di tipo fisico, oltre essere in grado di aumentare l’acidosi.

Elenco dei nutrienti necessari: curcuma, resveratrolo, epigallocatechina gallato, cannella, taurina, glutammina, carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo.

Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “Il diabete e l’integrazione”.

5) Miglioramento del micro circolo venoso-arterioso e del sistema linfatico. Difatti la patologia arteriosclerotica è una delle cause principali dell’impotenza di tipo fisico.

Elenco dei nutrienti necessari: esperidina, picnogenolo, quercetina, resveratrolo, epigallocatechina gallato, chiodi di garofano, zenzero, curcuma, taurina, prolina, cisteina, carnitina, arginina, calcio, selenio, rame, potassio, magnesio, vitamina E, vitamina D, vitamina C, vitamina B7, vitamina B3.

Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo “L’arteriosclerosi e l’integrazione”.

6) Diminuire l’acidosi tissutale (e quella del sangue), causa dell’attivazione degli ormoni Gh e Igf-1 ed infine dell’enzima 5-alfa-reduttasi .

Elenco dei nutrienti necessari: vitamina D, calcio.

Le spiegazioni sul loro effetto le trovate nel capitolo L’acidosi tissutale e l’integrazione.

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